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Gli Operai

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Wednesday, June 8, 2011

Crimi

Crimi, Giulio - Tenore italiano, nato a Paternò (Catania) il 10 magio 1885, morto a Roma il 28 ottobre 1939.

Crimi studiò a Catania col Maestro Adernò e debuttò nel 1912 al Sociale di Treviso, nella Wally.

Cantò subito dopo al Filarmonico di Verona e nel febbraio e marzo 1913 fu al Massimo di Palermo, in "Fanciulla del West" e "Manon Lescaut".

Dava già la misura delle sue possibilità, sfoggiando passione e incisività di Canto, maturità d'accento e di mimica; il suo ingresso nei maggiori teatri italiani suscitò perciò un interesse simile a quello destato poco prima da De Muro, del quale Crimi seguì agli inizi il repertorio, cantando Isabeau, Carmen e Cavalleria.

Il suo ampio e robusto fraseggio emerse anche nell'Amore dei tre re di Montemuzzi e nella Francesca da Rimini di Zandonai.

La bellissima tempra, l'estensione e il possente squillo della voce consentirono presto a Crimi di affrontare anche il. repertorio romantico.

Nel 1916 esordì alla Scala con l'Aida e la Battaglia di Leghano.

Nel 1916-24 cantò alternativamente all'Auditorium di Chicago e al Metropolitan di New York in un repertorio che comprendeva (a parte "Il Tabarro" e "Gianni Schicchi" presentate in prima esecuzione) Ugonotti e Lucia, Don Carlos e Traviata. Delle opere del periodo romantico predilesse l'Africana e il Trovatore, dove giungeva ad accenti commoventi nel "Miserere".

In lui tuttavia prevalse il tenore verista, sia per il temperamento, sia perché una certa affinità di calore e di smalto lo portò sovente a rifarsi a un tipo di canto carusiano; il che a volte gli nocque, così come gli nocquero l'emissione non sempre ortodossa e la generosità con cui prodigò la voce.

Ritiratosi intorno al 1928, si stabilì a Roma, dove si dedicò all'insegnamento.

Tra i suoi allievi fu Tito Gobbi.

Il processo «Vocalion» con cui incise i suoi dischi non rende piena giustizia alle sue doti vocali.

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