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Gli Operai

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Wednesday, June 8, 2011

On Crimi -- Zangara 1922

Il frasario che la cronaca suole usare in simili circostanze dovrebbe arricchirsi, per l'occasione della visita di Giulio Crimi a Paternò, di nuove parole adatte a rendere tutto il fervore entusiastico, con cui i patornesi vollero ieri tributare la loro ammirazione e il loro affetto per il concittadino illustre.

Partimmo da Catania verso le ore 15 e giungemmo a Paternò, la incantevole cittadina etnea, alle 19 circa.

L'automobile della stampa precedeva di qualche minuto quella di Crimi, al cui arrivo l'enorme folla che attendeva all'ingresso del paese scattava in un fragoroso, prolungato applauso mentre la musica comunale intonava l'inno reale.

Sceso dall'automobile Giulio Crimi circondato e seguito dal popolo plaudente percorre a piedi la via Vittorio Emanuele fino al Municipio.

Lungo tutto il tragitto Egli fu fatto segno a continuo getto di fiori e di migliaia di manifestini volanti su cui era scritto: «Viva il nostro Crimi», «Viva l'artista dall'ugola d'oro».

Un forte gruppo di fascisti si fa notare per la vivacità delle acclamazioni.

Al Municipio Crimi fu ricevuto dal funzionante Sindaco avv. Angelo Caruso, dall'Amministrazione Comunale e dai rappresentanti di tutte le associazioni di Paternò.

Fra gli intervenuti: il cav. Ferdinando Sparpaglia per il Circolo Artistico, l'avv. Pulvirenti per il Circolo dei Civili Buoni Amici, Gioacchino Giuffrida per l'Unione Operaia, cav. Luigi Marino per il Circolo Defelice, Antonino Costa per il Circolo Operai, Giuseppe Ventimiglia e il Direttore avv. Aiello per la lega sociale, l'avv. Impallomeni per la Casa del Popolo, Barbaro Morema per la lega degli arbitrianti, l'avv. D'Angelo per la Società dei Combattenti, Calcaterra per la società mutilati ed invalidi, il direttore ing. Impallomeni per la società Cooperativa murifabbri, Salvatore Mazzamuto per il fascio di combattimento, il medico condotto dott. Nicosia, il Pretore del mandamento, il Commissario di P.S., il Ricevitore del Demanio e il Tesoriere Comunale.

Fu servita una ricca table-à-the.

Arrendendosi al desiderio della folla Crimi si fece al balcone de] palazzo Comunale e ringraziò il popolo per le affettuose e calorose manifestazioni di affetto.

Prese quindi la parola l'avv. Caruso che ringraziò il grande artista per la visita fatta a Paternò, orgogliosa di avergli dato i natali.

Quindi Giulio Crimi si recò all'Ospedale dei poveri ove fu ricevuto dal decano Giuseppe Impallomeni.

Dopo una visita ai locali dell'ospedale Egli regalò L. 1000 all'ospedale stesso promettendo che eguale somma egli farà pervenire ogni anno.

Il munifico atto, espressione dell'animo generoso, suscitò favorevolissima impressione in tutti i presenti e il presidente dello ospedale e l'avv. Strano, dell'amministrazione dell'ospedale stesso ringraziarono commossi a nome anche di tutti i ricoverati.

Dall'Ospedale... al teatro.

Giulio Crimi canterà e l'«Eden Crimi» gremito in ogni ordine di posti presenta un aspetto imponente.

Siede al piano il maestro Adernò. Crimi si fa al proscenio, spentosi il nutrito applauso che lo accoglie, egli canta alcune romanze della «Manon», di «Carmen», della «Fanciulla del West» e insieme con Giuseppina Zinetti il duetto della «Cavalleria».

Da ultimo, cedendo alle generali richieste, una delle spettatrici, la signora Morabito, canta una romanza dell'«Amico Fritz».

E' superfuo dire, con quale deliziosa finezza, con quale sensibilità, abbia cantato Giulio Crimi.

Le lunghe, deliranti acclamazioni della folla commossa, espressero l'entusiasmo vivo e sincero che la Sua voce sa destare.

Festeggiatissimi furono anche la Zinetti in «ròle» di Santuzza, la Morabito. Alcune signore offrono a Crimi ricchissimi mazzi di fiori. All'uscita del teatro una grandiosa fiaccolata attende Crimi e lo accompagna fino a casa del notaro Raspagliesi ove Egli sosta qualche minuto.

Nella piazza intanto la musica suona e la folla applaude sempre insistentemente.

Numerosi gli episodi gentili: Al Municipio si avvicina a Giulio Crimi un vecchietto, il suo primo maestro, Angelo Chiara, quello che gl'insegnò le vocali come dice. E' vivamente commosso.

All'Ospedale dei poveri una bambina di cinque anni, Rosina Urso, che dice con graziosa vivacità infantile versi di occasione. Crimi la bacia e le regala cinquanta lire.

Alle 22,30 circa si risale sulle automobili e si ritorna a Catania. Abbiamo tutti la impressione che Paternò ha vissuto una giornata indimenticabile.

VINCENZO ZANGARA

(Il Giornale dell'Isola, 20-8-1922)

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